L’inesistente monopolio di Amazon

“Non è pensabile che Amazon detenga una fetta così ingente della consegna pacchi. I Comuni scelgano a chi far gestire il servizio”

Questa la dichiarazione di presidente della commissione Bilancio alla Camera Francesco Boccia. Sono passati 5 giorni e ancora non capisco che diavolo intendesse Boccia. E ho cercato, sempre più confuso e speranzoso in un errore di interpretazione del giornalista autore del primo articolo, tutte le fonti possibili. Risultato? Non è cambiato nulla.

Ma allora significa che dobbiamo veramente spiegare a Boccia cosa sia un Monopolio? O forse come funziona Amazon?

Perché basta aver usato il servizio offerto dall’azienda di Bezos una volta sola per capire e sapere che per le consegne fisiche dei prodotti, Amazon usa Poste Italiane ed altri corrieri. Non se ne occupa in prima persona. Detto ciò, cosa propone Boccia per ovviare al problema (inesistente) del monopolio (altrettanto inesistente) di Amazon? Di delegare la decisione sulla gestione del servizio ai sindaci!

Riassumendo: cosa possiamo fare per risolvere un problema inesistente legato ad un’azienda che ha fatto dell’efficienza il suo cavallo di battaglia? Infilarci lo Stato e la macchina burocratica! Come diavolo avevamo fatto a non pensarci?

Forse sarebbe il caso che fossero i sindaci a decidere su chi entra in città per recapitare i pacchi, fino ad un certo peso ovviamente, e su chi alle porte della città gestisce la logistica. Altrimenti ci sarà la giungla di padroncini sfruttati e sottopagati, come i pony delle pizze, oltre ad aumentare l’inquinamento.

Non so nemmeno come commentare. La chiudo qui. Tanto Boccia lo tirerò in causa di nuovo a brevissimo parlando di web tax. Sì, sta venendo fuori un disastro pure lì.

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