Ema, sorte? No, questa è idiozia.

 

Ema Agency

L’Agenzia europea Ema sarà riassegnata ad Amsterdam dopo il Brexit

 

1,7 miliardi di euro di indotto. Questo è quanto ha perso Milano. E quello che fa incazzare, quello che veramente non te lo fa andare giù è il modo in cui è successo.

Di cosa stiamo parlando? Dell’Ema, la European Medicines Agency (l’Agenzia Europea per i Medicinali), la più ambita tra le agenzie europee che lasceranno Londra nel 2019 a causa del Brexit e arbitro europeo per l’immissione sul mercato dei nuovi medicinali per uso umano e veterinario. Quella su cui l’Italia aveva puntata tutto. L’Italia, ma soprattutto la Lombardia e Milano.

Il primo turno aveva visto il passaggio di 3 città (Milano, Amsterdam e Copenaghen) sulle 19 candidature totali. Il capoluogo lombardo l’ha pure superato in testa: 25 punti contro i 20 a pari merito delle due capitali. E ha vinto anche il turno successivo, chiudendolo a 12 punti contro i 9 della seconda: Amsterdam. Ma è qua che le cose si fanno ridicole. Perché Milano e Amsterdam arrivano a 13 punti pari (decisiva l’astensione di una Slovacchia col posteriore bruciacchiato dall’eliminazione di Bratislava). Arrivano pari e il geniale proseguo è quello del sorteggio tra due buste chiuse. Si, avete capito bene. Ha scelto il caso.

E mi arrabbio (e sono sicuro di non essere il solo), perché non accetto che una decisione simile possa essere presa in questa maniera. Non si parlava di un ballottaggio per le elezioni di capoclasse alle scuole elementari, si parlava di un agenzia che regola un mercato da 800 mila posti di lavoro e 200 miliardi annui. Non accetto che un’organizzazione come l’Unione Europea si comporti come una congrega di ragazzini impegnati a scegliere re e regina del ballo.

E la cosa che fa rodere più di tutto è che Milano questa vittoria se la meritava pure. La metà dei farmaci che l’Ema sta attualmente analizzando arriva da imprese, centri di studio e Università di Milano. Negli ultimi 6 anni, questo sistema industriale farmaceutico ha avuto un trending riguardante l’export migliore pure di quello tedesco. Ma sopratutto, la Lombardia è la prima regione farmaceutica d’Europa per numero di impiegati (oltre 45 mila).

Ma quando si deve prendere la decisione finale, si sceglie di non scegliere. Per cui sì, saranno scemi gli inglesi che col Brexit hanno perso questa perla, ma noi europei che figura ci abbiamo fatto?

Per cui, per la prima volta nella mia vita, sono tentato di dare ragione a Calderoli: “Vaffa…Europa”.

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