La Russia e il suo cavallo di Troia

Vladimir Putin

Il premier russo, Vladimir Putin

“Russia’s interference in the US presidential election in 2016 sent a signal to the West: democratic societies are deeply vulnerable to foreign influence”
“L’interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali americane del 2016 ha mandato un segnale all’Occidente: le società democratiche sono profondamente vulnerabili all’influenza straniera”.

Queste sono le parole della dottoressa Alina Polyakova, direttrice della ricerca per Europa ed Eurasia del think thank Atlantic Council, nel report “The Kremlin’s Trojan Horses 2.0: Russian Influence in Greece, Italy, and Spain”. Report deputato all’analisi della presenza politica russa nell’Europa del Sud.
Si fa presente l’abitudine russa della costruzione di relazioni con partiti e leader politici definiti “di margine”. Ma se prendiamo il caso dell’Italia, il margine non sembra così “marginale”, permettetemi il gioco di parole.

Atlantic Council map

La mappa dei partiti più influenzati o influenzabili dalla propaganda russa

Lega Nord e Movimento Cinque Stelle, nei recenti sondaggi, di marginale hanno ben poco. I sondaggi di inizio ottobre danno il primo al 15,5% e il secondo al 25%. Parliamo quindi di un buon 40%.

E il report indica chiaramente il collegamento tra l’ascesa di partiti politici pro-russi alle correnti populiste e anti-establishment che hanno seguito la crisi economica, manifestatasi fortemente in Italia a partire dal 2011. Ma non si ferma ad un’analisi prettamente politica, ma trova anche i risvolti sociali. Come l’enorme incremento della popolarità del leader russo Vladimir Putin, che, mediante la nascita di dozzine di pagine facebook e siti che riportano notizie non esattamente imparziali, viene percepito come un leader forte, capace di rispondere alle minacce che l’Europa sta affrontando (come terrorismo islamico e immigrazione di massa).

Fermiamoci un attimo a riflettere su questo. Putin sta diventando un modello, un simbolo di amor di patria e protezione dei propri cittadini. Ma la realtà non è esattamente così, ed ecco il rischio di queste dinamiche mediatiche. Stiamo parlando di un leader accusato, insieme alle autorità a lui legate, di brogli elettorali e frodi alle ultime elezioni per il rinnovo dei consigli e dei governatori locali e regionali (durante le quali a Mosca votò circa il 20% degli aventi diritto). Per non dimenticare dell’accusa arrivata dagli osservatori dell’Osce alle elezioni del 2012, che dichiararono che le elezioni erano state “chiaramente alterate in favore di Putin”.

Questo non significa che Putin non riscuota successo tra la popolazione russa, tutt’altro. Il gradimento del leader politico è molto alto tra i suoi cittadini (soprattutto nelle zone più rurali), perché ha saputo far leva sul nazionalismo del proprio elettorato, con una politica fortemente aggressiva ed intollerante verso l’esterno, facendo leva sull’orgoglio e il desiderio di rivedere una Russia al centro dello scacchiere mondiale, e la nostalgia dei fasti di un URSS che volente o nolente fu protagonista della nostra storia.

Abbiamo parlato quindi Lega Nord e M5S. Sulla Lega non ci sono molte parole da spendere, la propaganda filo-russa è salita alle stelle da quando Matteo Salvini è diventato leader del partito. Salvini ha spesso dichiarato di lavorare all’accordo per una partnership tra Lega e Russia Unita (partito di Putin), e spesso ha chiesto il blocco delle sanzioni comminate dall’UE alla Russia per l’annessione della Crimea.

I Cinque Stelle invece, non erano partiti come movimento filo-russo, è verso il 2015 che il Movimento piega verso una politica estera a favore della Russia, e il report imputa a Davide Casaleggio la responsabilità di questa deviazione. Una deviazione evidenziata dalla sempre maggiore presenza del movimento sui media internazionali controllati dal Cremlino, media come RT e Sputnik. Altra prova è stata la campagna lanciata nel 2015 contro le sanzioni alla Russia, e e dichiarazioni dello stesso anno di Manlio di Stefano, che sul blog di Grillo aveva accusato l’occidente di voler trasformare l’Ucraina in una base Nato per lanciare “l’assalto finale” alla Russia.

Cosa rende questo report straordinariamente inquietante? Il fatto che nella prima metà del 2018 ci saranno le elezioni. Possiamo veramente pensare, dopo le interferenze con le presidenziali americane, di affrontare una campagna elettorale spuria di propaganda russa? Assolutamente no. E questa certezza non ci arriva solo dalla recente scoperta della fake news sulla donna musulmana che non si dispera per la strage a Westminster del marzo scorso (con tanto di foto allegate), fake news diffusa da uno dei 2700 account twitter legati alla propaganda del Cremlino ed utilizzati per influenzare l’opinione pubblica americana ed inglese in vista delle elezioni. Questa certezza ci arriva dal fatto non dobbiamo solamente guardarci dalla miriade di fake news, pagine facebook e siti collegati, autori e complici di questo sistema ma dobbiamo porre attenzione addirittura a partiti che all’interno del sistema hanno interessi economici e politici.

E penso che il primo esame di coscienza vada fatto proprio dall’elettorato dei due partiti menzionati precedentemente. Perché se ti trovi a votare Lega Nord, partito espressamente nazionalista e territoriale, come puoi non notare l’incoerenza di permettere tali interferenze da parte di uno Stato Estero?

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