Crocetta fantasy

Rosario Crocetta

Rosario Crocetta, ex governatore della Regione Sicilia

Il motivo della sconfitta del Pd alle regionali Siciliane? La non candidatura di Rosario Crocetta.
No, non è l’incipit di un romanzo fantasy questo, è il riassunto delle dichiarazioni del sopracitato, il 6 novembre 2017.
“Hanno voluto uccidermi e si sono suicidati”. Queste le testuali parole del governatore uscente, in risposta agli attacchi a lui sferrati dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dal sottosegretario alla Salute Davide Faraone (Pd).
Evidentemente Crocetta deve essere ignaro dei risultati raggiunti dalla sua amministrazione nel corso dei 5 anni appena conclusi. Vediamo di rievocarne alcuni.
Possiamo partire con l’assoluta incoerenza tra le promesse elettorali pre-elezioni e le azioni effettive.
Poco prima delle regionali del 2012 infatti, l’ex governatore parlò di norme presenti in finanziaria per l’abbattimento delle spese clientelari e il risanamento di bilancio.
Ma allora perché a meno di due mesi dalle elezioni regionali appena concluse, proprio lui ha decretato un aumento di stipendio per i Forestali della Regione Sicilia?
80 euro di aumento medio di stipendio per i 22 mila Forestali siciliani, la cifra vi ricorda per caso qualcosa o qualcuno?
Una vera e propria manovra elettorale, soprattutto perché fatta totalmente a sfregio delle critiche e obiezioni al numero eccessivo di addetti che il Nucleo Forestale occupa in Sicilia.
Ma soprattutto perché questa è stata l’estate e l’anno dei roghi incontrollati, roghi che solo nei primi sette mesi dell’anno hanno bruciato una superficie pari a quella arsa in tutto il 2016. E la Sicilia è in testa alla classifica delle regioni italiane.
Ma la mala-amministrazione Crocetta non finisce qui.
Il procuratore generale della Corte dei Conti Siciliana, Pino Zingale, ha chiesto alle Sezioni Riunite per la Regione Siciliana, nel Giugno di quest’anno, di dichiarare: “l’irregolarità del rendiconto generale per l’esericizio 2016”. Un unicum nella storia della Regione.
Al termine della requisitoria Zingale avrebbe aggiunto: “Le criticità emerse non consentono, ad avviso della Procura generale, di potere giungere alla dichiarazione di regolarità del rendiconto”.
Il procuratore generale ha infine chiesto alle Sezioni Riunite di avviare un’altra istruttoria.
Ma la sua analisi ha evidenziato anche altre problematiche, come il mancato e sbagliato uso di fondi europei, l’assenza di spending review e soprattutto la corruzione e cattiva gestione delle aree archeologiche e della sanità.
Non un quadro rassicurante, soprattutto se si aggiunge che Zingale ha invitato caldamente ad un rafforzamento dei controlli sulle partecipate della Regione, facendo riferimento soprattutto ad un episodio chiave che coinvolge l’ex magistrato Antonio Ingroia, amministratore unico di Sicilia E-Servizi s.p.a, il quale avrebbe impedito l’accesso ai funzionari regionali che dovevano svolgere un’ispezione organizzata dalla Ragioneria in seguito a presunte irregolarità gestionali.
Finito qui? No, Crocetta è stato è finito anche sotto il mirino del sostituto procuratore generale Maria Concetta Carlotti, che ha chiesto un maxi risarcimento di 21 milioni di euro proprio a Crocetta, al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ai loro predecessori e ad ex-funzionari regionali, il tutto nell’ambito dell’inchiesta sul flop della raccolta differenziata in Sicilia (qui maggiori informazioni).
Quindi ci si poteva aspettare un ribaltamento di fronte rispetto alle precedenti elezioni? Sì.
Soprattutto perché Crocetta pur avendo perso il sostegno del Pd, con l’arrivo della richiesta di lasciare spazio a Micari, ha rappresentato il Partito Democratico in Sicilia negli ultimi cinque anni, lasciando un’eredità di non poco peso.

Leaver a comment